momenti

Bisesto

Capisci che stai invecchiando quando i tuoi punti di riferimento intellettuale ed emotivo iniziano a morire non per incidenti o altre tragedie, ma per cause legate all’età. Quando ogni nuova conferma è per una certezza negativa. Quando “le cose dei giovani” sono così diverse e lontane che non le capisci; e quando quei giovani non capiscono le tue battute perché non hanno proprio idea di contesti e citazioni.

Stai invecchiando quando inizi a ridimensionare le prospettive e a restringere il tuo campo di azione, proprio tu che finora non ti sei mai posti limiti e hai sempre guardato lontano.

Qualcuno dice che molte di queste cose si chiamano saggezza e maturità, che aiutano anche a proteggersi dagli slanci fuori posto, dagli errori e dalle intemperanze tipiche dell’inesperta gioventù.

Io invece direi che mi fanno sentire triste e spenta e che voglio pensarci solo il 29 febbraio. Così invecchierò una volta ogni 4 anni.

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Settembre

È stato un mese lunghissimo che non saprei definire. Impegnato e scanzonato, pieno di buoni propositi e di scoraggiamento, con tante idee e poche forze per realizzarle. Con qualche tristezza e pizzichi di vita, fra apoteosi degli sbalzi di umore e di forma fisica. Un po’ caldo, un po’ freddo e così si rischia di prendere un raffreddore. Dicono che sia tutto fisiologico, che la ripresa dopo l’estate sia tipicamente stressante nel bene e nel male, che poi questo settembre c’è stata la luna rossa e qualcuno, che sa di astrologia e robe simili, dice pure che questo mese porterà grandi cambiamenti a livello globale. Siamo in fase di transizione, l’ansia e l’eccitazione sono normali, così come pure depressione e apatia.

Finalmente sono tornate le mezze stagioni.

Perché è bello avere dei nipotini

Alcune validissime ragioni, non in ordine di rilevanza:

  • Perché puoi provare cose nuove (come il monopattino e il tappeto elastico) senza vergognarti delle figuracce
  • Perché puoi pacioccare liberamente con la loro montagna di Lego
  • Perché ti tocca assaggiare e magari terminare porzioni di schifezze golosissime
  • Perché è emozionante vedere i loro piccoli/grandi progressi quotidiani
  • Perché in loro compagnia puoi sfamare gli animaletti del lago senza sembrare la vecchia piccionara da giardinetto
  • Perché ammutoliscono istantaneamente quando inizi a leggere il libro prescelto della giornata
  • Perché ti fanno scoprire cose che non conoscevi o che avevi dimenticato
  • Perché conosci le parole magiche “pipì”, “pupù” e “scoreggia” che fanno scattare le loro risate a crepapelle
  • Perché appoggiano le testoline calde e assonnate sulle tue spalle mentre racconti per la quarta volta, su richiesta, la stessa storia
  • Perché ti cercano per giocare ma anche per mostrarti con orgoglio le loro imprese
  • Perché passando anche pochi giorni con loro sicuramente fai attività fisica
  • Perché dei loro momenti di furia o gelosia se ne occupa qualcun altro.

L’ultimo giorno di primavera

È stato ieri, ed è stato uno dei giorni più lunghi dell’anno. Quando le giornate sono più lunghe riesco a fare molte cose.

Come andare a trovare prima una parente e poi un’amica che non vedevo da tempo e che adesso abitano nella stessa città.

Come visitare una mostra per trovarmi di fronte ad opere che desideravo vedere da quando ero poco più che una bambina.

Come fare una passeggiata nella città dove sono nata e che ho visto quasi sempre d’inverno conservandone un ricordo grigio e scostante, per riscoprirla adesso movimentata e poetica.

Riannodare per un po’ i miei sfasamenti spazio-temporali, unendo il presente al passato prossimo e a quello remoto.

E sul treno del ritorno, approfittando della luce presente fino a tardi, far scorrere lo sguardo attraverso la pianura fino a raggiungere l’orizzonte, interrotto solo da montagne lontane.  A ritrovare per un attimo quello scorcio di infinito che è una delle cose di cui sento la mancanza nella vita attuale.

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