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L’ultimo giorno di primavera

È stato ieri, ed è stato uno dei giorni più lunghi dell’anno. Quando le giornate sono più lunghe riesco a fare molte cose.

Come andare a trovare prima una parente e poi un’amica che non vedevo da tempo e che adesso abitano nella stessa città.

Come visitare una mostra per trovarmi di fronte ad opere che desideravo vedere da quando ero poco più che una bambina.

Come fare una passeggiata nella città dove sono nata e che ho visto quasi sempre d’inverno conservandone un ricordo grigio e scostante, per riscoprirla adesso movimentata e poetica.

Riannodare per un po’ i miei sfasamenti spazio-temporali, unendo il presente al passato prossimo e a quello remoto.

E sul treno del ritorno, approfittando della luce presente fino a tardi, far scorrere lo sguardo attraverso la pianura fino a raggiungere l’orizzonte, interrotto solo da montagne lontane.  A ritrovare per un attimo quello scorcio di infinito che è una delle cose di cui sento la mancanza nella vita attuale.

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