auguri

Un anno di blog

Ci sono varie ragioni per cui da qualche tempo non amo compleanni e anniversari che mi riguardano, tanto che praticamente non festeggio più. Ma per il primo anno del blog ho voglia di fare un’eccezione.

Un po’ perché queste pagine virtuali sono nate per esorcizzare alcune delle ragioni di cui sopra.

Un po’ perché di questa creatura sono abbastanza orgogliosa: in quest’anno ha fatto passi da gigante e li ha fatti fare anche me, dandomi la possibilità di soddisfare curiosità e di imparare tante cose.

Innanzi tutto ho iniziato a usare wordpress e ogni volta che si imparano cose nuove si cresce. Visti poi i cambiamenti che ogni tanto appaiono su sito, interfaccia, ecc, ci si tiene sempre in esercizio.

In secondo luogo, nonostante qualche pregiudizio iniziale, ho avuto la conferma che questo mondo non fa che riflettere il mondo reale, anche se tutto si muove ad una velocità superiore.

In poco tempo ho incontrato tante persone, ho letto tante belle voci. Alcune si sono rivelate purtroppo diverse dalla prima impressione, altre delle splendide sorprese.

Ho imparato che lo schermo non ci protegge dalla violenza, anche quella reale. E che (nonostante l’anonimato) dopo un po’ che si leggono i vari blog, alcuni tratti personalissimi rendono i loro autori unici e distinguibili, mostrando almeno una parte di ciò che si è nel “mondo reale”.

Ho trovato spunti per approfondire storie, musica, letture. La possibilità di guardare un fatto con occhi diversi e poterci riflettere su, senza dover necessariamente avere un confronto. Ma anche di godere semplicemente della bellezza di immagini e parole. Di sentirmi in alcuni casi come una confidente e, magari, provare la gioia di essere almeno un po’ di conforto, fosse anche attraverso un semplice commento. La possibilità di sfogarmi o raccontare, con la sorpresa che qualche volta ci sia qualcuno che “mi ascolta”.

Il divertimento di poter scambiare battute in libertà con chi ha il mio stesso tipo di sense of humor, di cogliere similitudini e affinità per scambiarsi idee… in qualche caso pure dal vivo, davanti ad un bicchiere di vino.

Ma anche la nostalgia per qualche pagina che non viene aggiornata da tempo, la strana sensazione  di provare un pizzico di preoccupazione quando pensi ai motivi per cui qualcuno, che in teoria non potresti neppure definire “conoscente”, non scrive più.

Volendo fare il classico bilancio, direi quindi che questo primo anno è stato davvero positivo sotto molti aspetti e spero, nonostante ci sia chi da tempo profetizza la morte del mondo-blog, di potervi incontrare qui ancora per molti, molti anni.

1 candelina

(candelina trovata nel web)

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Capodanno 1 (bilanci e prospettive)

In questi ultimi giorni dell’anno c’è chi guarda avanti, con desideri e nuovi progetti, e chi guarda indietro, con bilanci e resoconti. Io appartengo alla seconda categoria, e non solo perché i buoni propositi li elaboro in altri periodi. Non penso neppure che dipenda dal sopraggiungere di un’età per cui parrebbe più naturale la nostalgia del passato rispetto alle aspettative per il futuro. Età peraltro ancora lontana …

I miei ultimi anni sono trascorsi come quelli in cui finalmente ho conquistato il piacere di fare ciò che voglio, invece di fare solo quello che devo. Ad esempio, sono tornata a vecchie passioni con uno sguardo diverso. Ma ho iniziato anche cose nuove e non programmate, con la libertà di assaggiarle per poi decidere se mi si confacessero oppure no. Sembra cosa banale ma, per chi è nata e cresciuta nel senso di colpa, persino le attività ludico/ricreative venivano viste come una fede da seguire e su cui impegnarsi senza troppe distrazioni. E non ero la sola a pensarla così, dato che spesso ho incrociato le critiche di chi mi chiedeva inorridito come potessi passare dall’alpinismo ai balli latino-americani, oppure dedicarmi contemporaneamente alle letture “impegnate” e alla collezione di pupazzetti zoomorfi.

Avendo ribaltato almeno un paio di volte la mia vita negli aspetti fondamentali, adesso sorrido di chi restringe i propri orizzonti, negandosi qualche piccola o grande cosa che gli andrebbe di fare solo perché non l’ha mai fatta prima.

Con il passare delle stagioni, tuttavia, il numero delle attività si è ridotto. Sia per una fisiologica diminuzione del tempo libero e delle energie disponibili, sia per il sopraggiungere di urgenze e novità che hanno richiesto lo spostamento dell’attenzione. Mi sono però accorta che la forza e la motivazione per affrontare la quotidianità e superare i momenti difficili mi venivano proprio dagli stimoli legati alle cose che mi piace e piacerebbe fare. Un balsamo sia per l’autostima (dopo terapie d’urto, mi richiede costantemente dei trattamenti di mantenimento), ma anche per la gratificazione che offre il semplice gusto di farla. Ho pertanto ricalibrato le mie energie, attivato la mia spontanea curiosità e, dopo qualche assestamento, i miei interessi hanno iniziato ad integrarsi abbastanza agevolmente con il resto della mia vita, senza radicali rinunce né troppe frustrazioni.

Ritornando a questa fine del 2014, più che fare bilanci attivo/passivo il cui esito non è certo, dell’anno trascorso vorrei ricordarmi solo le piccole vittorie della felicità, e le nuove attività conquistate vi rientrano a pieno titolo. Alcune di queste sono state propositi realizzati, altre sono state scoperte casuali, ma non ho voglia di scrivere elenchi e ne riporto soltanto due.

Una è proprio davanti ai vostri occhi: lo scorrere delle mie parole nel mondo dei blog.

L’altra è l’ultima scoperta dell’anno: l’acquerello.

acquerello

Avrei previsto un altro post per domani ma, nell’incertezza di riuscire a terminarlo, approfitto di queste righe per augurarvi Buon Anno con lo spirito che ho trovato su alcuni blog negli ultimi giorni, nascosto fra le righe o espresso direttamente, di certo molto meglio che da me:

Assecondate le vostre aspirazioni e i vostri desideri, ma lasciatevi anche stupire dalle sorprese dalla vita.