eMotivi di primavera

Non pubblico da un po’. Il principale motivo è che negli ultimi tempi ho iniziato a scrivere dei post ad altissimo livello di misantropia, non corrispondenti all’andamento quotidiano della mia vita. Quindi, al momento di premere “invia”, mi sono bloccata dato che non li ho sentiti miei.

Fra le cose positive, anche quest’anno sono passata indenne attraverso qualsiasi tentazione di recarmi a curiosare al Salone o Fuorisalone. E ho resistito senza sensi di colpa alle più ghiotte profferte del mio compagno, pronunciate allo scopo di farmi acconsentire all’attivazione di un abbonamento sky.

Sarei dunque in un periodo di particolare solidità e controllo di me, consolidato dalla scoperta degli integratori naturali che finalmente hanno placato i ciclici sbalzi d’umore.

Eppure, come sempre, non sono riuscita a trattenere la lacrimuccia all’inizio di un brano di musica dal vivo.

(il brano stavolta era questo, chiaramente non in questa versione ^_^)

SAMSUNG

Un anno di blog

Ci sono varie ragioni per cui da qualche tempo non amo compleanni e anniversari che mi riguardano, tanto che praticamente non festeggio più. Ma per il primo anno del blog ho voglia di fare un’eccezione.

Un po’ perché queste pagine virtuali sono nate per esorcizzare alcune delle ragioni di cui sopra.

Un po’ perché di questa creatura sono abbastanza orgogliosa: in quest’anno ha fatto passi da gigante e li ha fatti fare anche me, dandomi la possibilità di soddisfare curiosità e di imparare tante cose.

Innanzi tutto ho iniziato a usare wordpress e ogni volta che si imparano cose nuove si cresce. Visti poi i cambiamenti che ogni tanto appaiono su sito, interfaccia, ecc, ci si tiene sempre in esercizio.

In secondo luogo, nonostante qualche pregiudizio iniziale, ho avuto la conferma che questo mondo non fa che riflettere il mondo reale, anche se tutto si muove ad una velocità superiore.

In poco tempo ho incontrato tante persone, ho letto tante belle voci. Alcune si sono rivelate purtroppo diverse dalla prima impressione, altre delle splendide sorprese.

Ho imparato che lo schermo non ci protegge dalla violenza, anche quella reale. E che (nonostante l’anonimato) dopo un po’ che si leggono i vari blog, alcuni tratti personalissimi rendono i loro autori unici e distinguibili, mostrando almeno una parte di ciò che si è nel “mondo reale”.

Ho trovato spunti per approfondire storie, musica, letture. La possibilità di guardare un fatto con occhi diversi e poterci riflettere su, senza dover necessariamente avere un confronto. Ma anche di godere semplicemente della bellezza di immagini e parole. Di sentirmi in alcuni casi come una confidente e, magari, provare la gioia di essere almeno un po’ di conforto, fosse anche attraverso un semplice commento. La possibilità di sfogarmi o raccontare, con la sorpresa che qualche volta ci sia qualcuno che “mi ascolta”.

Il divertimento di poter scambiare battute in libertà con chi ha il mio stesso tipo di sense of humor, di cogliere similitudini e affinità per scambiarsi idee… in qualche caso pure dal vivo, davanti ad un bicchiere di vino.

Ma anche la nostalgia per qualche pagina che non viene aggiornata da tempo, la strana sensazione  di provare un pizzico di preoccupazione quando pensi ai motivi per cui qualcuno, che in teoria non potresti neppure definire “conoscente”, non scrive più.

Volendo fare il classico bilancio, direi quindi che questo primo anno è stato davvero positivo sotto molti aspetti e spero, nonostante ci sia chi da tempo profetizza la morte del mondo-blog, di potervi incontrare qui ancora per molti, molti anni.

1 candelina

(candelina trovata nel web)

Capodanno 2 (ritardatario)

Fonti certe (blogger e amici) mi rassicurano sul fatto che c’è tempo fino al 31 gennaio per esprimere propositi e desideri per il nuovo anno (o forse era la scadenza del canone TV).

Propositi in questo periodo non ne ho e i desideri… beh, quelli credo che si possano avverare solo se li tieni bene in mente quando soffi sulla torta con le candeline. Ad ogni modo, colgo al volo il pretesto per pubblicare il post con cui avrei voluto inaugurare l’anno e che, per varie circostanze, arriva giusto in corner.

Del resto, visto com’è andato questo gennaio, non mi dispiacerebbe che il vero 2015 cominciasse domani, magari partendo un po’ meglio.

Il Capodanno in fondo è una festa profana che viene subito dopo una festa sacra e, come ogni celebrazione, ha i suoi riti. La cosa bella è che ognuno può scegliere i preferiti fra quelli classici più o meno popolari, oppure crearne dei propri. Caratteristiche comuni sono quelle di guardare al passato o al futuro, in ogni caso con chiari intenti scaramantici. Senza rinunciare alla tradizionale apertura dello spumante davanti alla TV nazionalpopolare, i miei riti di Capodanno sopravvissuti nel tempo sono due: il riassunto degli avvenimenti sportivi dell’anno trascorso e la lettura dell’oroscopo per l’anno che verrà.

Nonostante possano apparire attività piuttosto superficiali, sono profondamente legate a ricordi familiari e alla mia storia personale (ormai abbastanza lunga). Ad ogni modo, finora hanno funzionato almeno per partire con un minimo di spirito positivo. E poi sempre meglio di infilarsi delle imbarazzanti mutande rosse.

Le maratone sportive di capodanno erano iniziate quand’ero piccina, con lo sfogliare le pagine dedicate sui giornali, in mezzo agli altri annuali elenchi di avvenimenti importanti e di chi “ci ha lasciato”. Io preferivo lo sport, ancorché non fossi un’esperta, perché quei nomi, dispute e vittorie erano legate alle varie passioni dei miei cari. Poi col tempo si sono aggiunte le mie di passioni sportive seguite o praticate e sono passata alle trasmissioni televisive, che mi coinvolgevano per ore. Negli ultimi anni, e grazie anche alla beneamata rete, la tradizione è rimasta, richiedendo molto meno tempo.

Del primo oroscopo annuale ho il ricordo di un parente o conoscente che per Natale regalò a ogni membro della famiglia il libricino del relativo segno, letto avidamente da me e mia sorella con grandi risate e dandoci di gomito per quanto riportato nel capitolo “amore”. Non so come sia adesso, ma ai tempi delle mie elementari anche la sola parola “amore” provocava imbarazzi incontenibili. Confesso che da allora ci sono stati periodi in cui la lettura dell’oroscopo per l’anno nuovo ha provocato angosce e trepide speranze (beata adolescenza!) ma, anche dopo aver raggiunto un adulto distacco, quel rito è rimasto, fosse pure da assolvere leggendo l’inserto di un qualunque Oggi che in casa dei parenti non manca mai. Nel caso poi il pronostico fosse infausto, sempre grazie alla rete si possono cercarne mille altri, finché non si trova quello abbastanza benaugurale.

Come postilla, visto che il Capodanno è ormai trascorso, vi confido che quest’anno non ho fatto in tempo a guardare le notizie sportive nei giorni giusti e, nonostante abbia letto numerosissime previsioni astrologiche, non ne ho trovata una, dico UNA, che non riporti che il 2015 per il mio segno sarà uno schifo.

Visto poi com’è iniziato, forse è giunto il momento di cambiare riti propiziatori.

gufo_nella_neve_HD

(un bellissimo portafortuna trovato nel web)

Wolinski

Il post che condivido sembrerebbe stonare in questo blog. Ma l’ironia e anche il sarcasmo sono sempre stati nelle mie corde, spesso mi hanno fatto sopravvivere.
Morire di satira, nel 2015, è inaccettabile.

BarneyPanofsky

Oggi un commando di talebani del cazzo ha ucciso una decina di persone a Parigi, nella redazione di “Charlie Hebdo“. Un giornale satirico tipo “Il vernacoliere” o, per restare in Francia, “Le canard enchainé“. La motivazione del massacro e’ che il giornale s’era permesso di pubblicare vignette satiriche sui talebani musulmani, quelli che sgozzano le loro prede come se fossero maiali.

Tra i morti, alcuni disegnatori.

Tra i disegnatori, anche Georges Wolinski, che leggevo su Totem Comics durante gli anni di universita’.

Un signore di ottant’anni, inerme, freddato a raffiche di Khalashnikov da due coglioni che credono ad un dio con un cazzo di asciugamani in testa, il quale dice -secondo i due idioti e i talebani come loro- che gli infedeli vanno ammazzati.

Un signore che scriveva cose cosi’:

“Signorina, se le dicessi che sono squattrinato, non ho l’auto, sono maleducato, schizofrenico, asmatico…

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Capodanno 1 (bilanci e prospettive)

In questi ultimi giorni dell’anno c’è chi guarda avanti, con desideri e nuovi progetti, e chi guarda indietro, con bilanci e resoconti. Io appartengo alla seconda categoria, e non solo perché i buoni propositi li elaboro in altri periodi. Non penso neppure che dipenda dal sopraggiungere di un’età per cui parrebbe più naturale la nostalgia del passato rispetto alle aspettative per il futuro. Età peraltro ancora lontana …

I miei ultimi anni sono trascorsi come quelli in cui finalmente ho conquistato il piacere di fare ciò che voglio, invece di fare solo quello che devo. Ad esempio, sono tornata a vecchie passioni con uno sguardo diverso. Ma ho iniziato anche cose nuove e non programmate, con la libertà di assaggiarle per poi decidere se mi si confacessero oppure no. Sembra cosa banale ma, per chi è nata e cresciuta nel senso di colpa, persino le attività ludico/ricreative venivano viste come una fede da seguire e su cui impegnarsi senza troppe distrazioni. E non ero la sola a pensarla così, dato che spesso ho incrociato le critiche di chi mi chiedeva inorridito come potessi passare dall’alpinismo ai balli latino-americani, oppure dedicarmi contemporaneamente alle letture “impegnate” e alla collezione di pupazzetti zoomorfi.

Avendo ribaltato almeno un paio di volte la mia vita negli aspetti fondamentali, adesso sorrido di chi restringe i propri orizzonti, negandosi qualche piccola o grande cosa che gli andrebbe di fare solo perché non l’ha mai fatta prima.

Con il passare delle stagioni, tuttavia, il numero delle attività si è ridotto. Sia per una fisiologica diminuzione del tempo libero e delle energie disponibili, sia per il sopraggiungere di urgenze e novità che hanno richiesto lo spostamento dell’attenzione. Mi sono però accorta che la forza e la motivazione per affrontare la quotidianità e superare i momenti difficili mi venivano proprio dagli stimoli legati alle cose che mi piace e piacerebbe fare. Un balsamo sia per l’autostima (dopo terapie d’urto, mi richiede costantemente dei trattamenti di mantenimento), ma anche per la gratificazione che offre il semplice gusto di farla. Ho pertanto ricalibrato le mie energie, attivato la mia spontanea curiosità e, dopo qualche assestamento, i miei interessi hanno iniziato ad integrarsi abbastanza agevolmente con il resto della mia vita, senza radicali rinunce né troppe frustrazioni.

Ritornando a questa fine del 2014, più che fare bilanci attivo/passivo il cui esito non è certo, dell’anno trascorso vorrei ricordarmi solo le piccole vittorie della felicità, e le nuove attività conquistate vi rientrano a pieno titolo. Alcune di queste sono state propositi realizzati, altre sono state scoperte casuali, ma non ho voglia di scrivere elenchi e ne riporto soltanto due.

Una è proprio davanti ai vostri occhi: lo scorrere delle mie parole nel mondo dei blog.

L’altra è l’ultima scoperta dell’anno: l’acquerello.

acquerello

Avrei previsto un altro post per domani ma, nell’incertezza di riuscire a terminarlo, approfitto di queste righe per augurarvi Buon Anno con lo spirito che ho trovato su alcuni blog negli ultimi giorni, nascosto fra le righe o espresso direttamente, di certo molto meglio che da me:

Assecondate le vostre aspirazioni e i vostri desideri, ma lasciatevi anche stupire dalle sorprese dalla vita.

Prima che finisca Novembre

Vorrei mettere ordine fra le mie idee, fare spazio liberandomi di cose e pensieri inutili.

Vorrei non dover scegliere tra parole, fotografie e disegni a causa della mancanza di tempo.

Vorrei anche indirizzare in maniera efficace il mio livore.

Ma purtroppo tutto quello che riuscirò a fare è esprimere il mio sentito disprezzo per la moda maschile del risvoltino.

risvoltino(foto presa da internet, in un post in cui insegnano come risvoltare l’orlo del pantalone. Su quel sito ho notato parecchio materiale inquietante…Se volete farvi del male il link è questo http://stilestili.com/3-steps-per-ripiegare-il-fondo-dei-tuoi-pantaloni/)

Asporto globalizzato

Sarà che oggi avevo poco da fare,

sarà che d’autunno sono più incline a perdermi dietro ai pensieri …

Ma il fatto che la prima cocacola che bevo dopo tanto tempo:

mi arrivi in lattina polacca,

portata con la bici da un ragazzo della pizzeria egiziana “Padrepio”,

una delle millemila pizzerie che hanno sede in questa città,

proprio quella che ospiterà la prossima Expo avente per titolo “nutrire il pianeta”…

beh, tutto ciò mi apre un mondo di riflessioni.

lattina

L’ora della dolcezza

Qualche giorno fa tornavo da un impegno camminando per le vie della città, nell’orario di uscita dal lavoro. All’improvviso mi sono accorta che l’atmosfera intorno a me sembrava irreale, come in una commedia musicale… Quasi tutte le persone che incrociavo camminavano tenendosi per mano o a braccetto, sussurrandosi qualcosa o anche solo sorridendo tranquille. Nella pratica di uno dei miei passatempi preferiti, mi sono messa ad immaginare le storie dietro a quei corpi a contatto: due vecchie amiche all’uscita dalla proiezione pomeridiana, un uomo che ha fatto una sorpresa alla sua bella aspettandola davanti all’ufficio, la mamma complice in giro per negozi con le figlie, due ragazze da poco innamorate. Non sembrava quasi di essere a Milano, dove in genere la gente a malapena si sfiora o, ancora più spesso, qualcuno ti travolge se interrompi il tipico passo svelto e nervoso.

Sarà che non si è ancora esaurito l’effetto rilassante dell’estate? Sarà che questo autunno si è presentato con insolito tepore?

Oppure perché proprio nel mezzo di uno dei corsi più trafficati hanno aperto un gigantesco outlet di dolci?

SAMSUNG

Promemoria per le ferie

Ricordarsi che per qualche giorno si può non rimanere connessi senza sensi di colpa.

Altrimenti, può accadere quello che mi sta capitando:

trovandomi all’estero, a causa di tastiere straniere, wi-fi ballerini e alert indecifrabili risultano attualmente bloccati il mio profilo facebook e qualche altro account, oltre ad aver inviato email di spam a chiunque ed essermi rosa il fegato per qualche email di lavoro alla cui lettura non ho saputo resistere…

Vabbé, ci penserò al rientro…

images (1)

(immagine presa da internet nella speranza di non aver infettato anche questo pc)

Banalità di Freddagosto sull’amore

C’è chi descrive la situazione con lucida consapevolezza,

chi si strugge in una contagiosa malinconia,

chi usa toni drammatici, ma più spesso melodrammatici,

chi ne parla in terza persona,

chi porta come paradigma i vip,

c’è persino chi si trincera dietro evidenti sfoghi da frustrazione.

Però alla fine si possono individuare due sole categorie:

  • Chi è senza compagno/a e si lamenta di tale condizione
  • Chi ha compagnia e del suo status si lamenta lo stesso.

A dire il vero ho sentito anche chi è capace di passare in meno di mezz’ora da “poverina la Gina che non ha un fidanzato, è brutto non avere nessuno, così sta invecchiando a vista d’occhio, che tristezza” a “ma che palle è Pino al cellulare, non mi molla mai, stavo meglio quando ero single almeno non c’era nessuno che rompeva quando ero con le amiche”.

Rassegnatevi: la sofferenza d’amore è umana, quindi nella vita sarà inevitabile.

Tanto vale parlare d’altro…Ha visto signora che tempaccio, quest’estate? Mai vista un’annata così…

https://www.youtube.com/watch?v=necfujO9cEY

no-a-san-valentino 

 (cuore infranto pescato nella rete)