minimalismi

Settembre

È stato un mese lunghissimo che non saprei definire. Impegnato e scanzonato, pieno di buoni propositi e di scoraggiamento, con tante idee e poche forze per realizzarle. Con qualche tristezza e pizzichi di vita, fra apoteosi degli sbalzi di umore e di forma fisica. Un po’ caldo, un po’ freddo e così si rischia di prendere un raffreddore. Dicono che sia tutto fisiologico, che la ripresa dopo l’estate sia tipicamente stressante nel bene e nel male, che poi questo settembre c’è stata la luna rossa e qualcuno, che sa di astrologia e robe simili, dice pure che questo mese porterà grandi cambiamenti a livello globale. Siamo in fase di transizione, l’ansia e l’eccitazione sono normali, così come pure depressione e apatia.

Finalmente sono tornate le mezze stagioni.

Asporto globalizzato

Sarà che oggi avevo poco da fare,

sarà che d’autunno sono più incline a perdermi dietro ai pensieri …

Ma il fatto che la prima cocacola che bevo dopo tanto tempo:

mi arrivi in lattina polacca,

portata con la bici da un ragazzo della pizzeria egiziana “Padrepio”,

una delle millemila pizzerie che hanno sede in questa città,

proprio quella che ospiterà la prossima Expo avente per titolo “nutrire il pianeta”…

beh, tutto ciò mi apre un mondo di riflessioni.

lattina

Segno dei tempi?

Periodo denso di impegni, di scadenze e di dilemmi. Poca energia per leggere, men che meno per riordinare le idee e scrivere qualcosa. A mala pena riesco a guardarmi intorno e focalizzare le piccole cose che generalmente attirano la mia attenzione.

Oggi mi sono resa conto di un dettaglio che sento l’urgenza di condividere.

Da qualche tempo, nel mio pub preferito per il pranzo, è scomparsa una foto del Che ed è apparso un poster di Darth Vader: cosa devo pensare?

Immagine

(il poster non è questo, che invece è il prodotto di qualche minuto di svago con Paint)