24 Dicembre

Sono tornata da un bel po’ dalla mia vacanza da “bollino verde”. Avevo ritrovato una città molto calda e luminosa, per essere ormai pieno autunno. Qualche giorno dopo mi sono svegliata e c’era la nebbia, un nebbione di quelli che a Milano non si vedevano da un pezzo. Era il mattino del 14 novembre e la nebbia non era calata solo qui. Ci ha coperti tutti e ci è entrata anche dentro. Anche se la temperatura non era bassa per la stagione, si sentiva quel freddo e quello straniamento che si provano quando si guarda e non si vede nulla, non ci sono riferimenti per la direzione da prendere. E si preferisce stare rintanati in se stessi o, se ci sono, stringersi alle persone vicine per sentire almeno un po’ di calore.

Una nebbia fitta, sia fuori che dentro di me, e l’impossibilità di guardare lontano. Per qualche tempo mi è passata la voglia di uscire a fare un giro, sia per strade reali che per lidi virtuali.

Poi mi è venuto in mente che esistono dei modi per muoversi nella nebbia; qualcuno compete a navigatori esperti, ma altri sono anche alla portata di chiunque ha necessità o voglia di spostarsi. E questi metodi, generalmente, prevedono l’uso di luci. Bisogna solo capire quali siano quelle giuste.

TramMilano

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