Capodanno 1 (bilanci e prospettive)

In questi ultimi giorni dell’anno c’è chi guarda avanti, con desideri e nuovi progetti, e chi guarda indietro, con bilanci e resoconti. Io appartengo alla seconda categoria, e non solo perché i buoni propositi li elaboro in altri periodi. Non penso neppure che dipenda dal sopraggiungere di un’età per cui parrebbe più naturale la nostalgia del passato rispetto alle aspettative per il futuro. Età peraltro ancora lontana …

I miei ultimi anni sono trascorsi come quelli in cui finalmente ho conquistato il piacere di fare ciò che voglio, invece di fare solo quello che devo. Ad esempio, sono tornata a vecchie passioni con uno sguardo diverso. Ma ho iniziato anche cose nuove e non programmate, con la libertà di assaggiarle per poi decidere se mi si confacessero oppure no. Sembra cosa banale ma, per chi è nata e cresciuta nel senso di colpa, persino le attività ludico/ricreative venivano viste come una fede da seguire e su cui impegnarsi senza troppe distrazioni. E non ero la sola a pensarla così, dato che spesso ho incrociato le critiche di chi mi chiedeva inorridito come potessi passare dall’alpinismo ai balli latino-americani, oppure dedicarmi contemporaneamente alle letture “impegnate” e alla collezione di pupazzetti zoomorfi.

Avendo ribaltato almeno un paio di volte la mia vita negli aspetti fondamentali, adesso sorrido di chi restringe i propri orizzonti, negandosi qualche piccola o grande cosa che gli andrebbe di fare solo perché non l’ha mai fatta prima.

Con il passare delle stagioni, tuttavia, il numero delle attività si è ridotto. Sia per una fisiologica diminuzione del tempo libero e delle energie disponibili, sia per il sopraggiungere di urgenze e novità che hanno richiesto lo spostamento dell’attenzione. Mi sono però accorta che la forza e la motivazione per affrontare la quotidianità e superare i momenti difficili mi venivano proprio dagli stimoli legati alle cose che mi piace e piacerebbe fare. Un balsamo sia per l’autostima (dopo terapie d’urto, mi richiede costantemente dei trattamenti di mantenimento), ma anche per la gratificazione che offre il semplice gusto di farla. Ho pertanto ricalibrato le mie energie, attivato la mia spontanea curiosità e, dopo qualche assestamento, i miei interessi hanno iniziato ad integrarsi abbastanza agevolmente con il resto della mia vita, senza radicali rinunce né troppe frustrazioni.

Ritornando a questa fine del 2014, più che fare bilanci attivo/passivo il cui esito non è certo, dell’anno trascorso vorrei ricordarmi solo le piccole vittorie della felicità, e le nuove attività conquistate vi rientrano a pieno titolo. Alcune di queste sono state propositi realizzati, altre sono state scoperte casuali, ma non ho voglia di scrivere elenchi e ne riporto soltanto due.

Una è proprio davanti ai vostri occhi: lo scorrere delle mie parole nel mondo dei blog.

L’altra è l’ultima scoperta dell’anno: l’acquerello.

acquerello

Avrei previsto un altro post per domani ma, nell’incertezza di riuscire a terminarlo, approfitto di queste righe per augurarvi Buon Anno con lo spirito che ho trovato su alcuni blog negli ultimi giorni, nascosto fra le righe o espresso direttamente, di certo molto meglio che da me:

Assecondate le vostre aspirazioni e i vostri desideri, ma lasciatevi anche stupire dalle sorprese dalla vita.

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4 comments

  1. D’accordissimo.
    Inoltre, “guardare indietro”, è il modo più semplice di osservare le nostre scelte secondo un’ottica nuova. Questa disposizione è positiva per ciò che dovrà avvenire in futuro.
    In fondo la vita è un interminabile processo altalenante di passato e futuro. I buoni propositi sono solo una firma momentanea che vuole confermare i nostri desideri.. al momento.. poi ce ne dimentichiamo. I buoni propositi sono i gesti che facciamo giorno dopo giorno e li compiamo quando prendiamo scelte rivoluzionarie.. ma spesso, non ce ne accorgiamo nemmeno.
    In bocca al lupo per i tuoi e Buon Anno anche a te!

    A presto,
    Mari

    1. La ricerca di una predisposizione positiva è proprio una delle mie necessità, almeno per iniziare l’anno con meno acrimonia del solito 🙂
      Grazie per aver lasciato qui il tuo pensiero e crepi il lupo!

  2. Io appartengo alla categoria che fa sia i bilanci, sia i propositi. Per quanto riguarda i secondi, assomigliano molto a quanto scrivi, il motto del 2015, del resto, è “Fa’ ciò che vuoi”, in senso agostiniano.
    Sui bilanci, l’ho fatto soprattutto delle letture (non troppissime, purtroppo, poco più di una cinquantina, se si escludono riletture e libri di lavoro), ma alcune di spessore, e alcune belle scoperte. Sul resto si vedrà, ché questi due anni mi sembrano per ora in continuità, il bilancio, dunque potrebbe essere tirato in lungo, alla fine del guado.

    1. Benvenuta e buon inizio anno!
      Riemergo oggi dopo una chiusura delle feste da tour de force e il tuo pensiero mi riporta alla quotidianità con il proposito di leggere di più, ma solo per il piacere di farlo e non per lo “spirito di competizione intellettuale” che a volte mi ha colpita in passato…anche perché negli ultimi anni il mio numero di letture è purtroppo ben lontano dal tuo 😉

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