Io vengo con te

Oggi mi sono presa un giorno di pausa e ne ho approfittato per pranzare con calma davanti alla TV, come facevo spesso prima di diventare una lavoratrice full-time. Trasmettevano Leonardo, il TG scientifico di RAI3.

Fra le varie notizie mi ha colpita quella dell’alpinista Romano Benet che, da solo con sua moglie (Nives Meroi), ha raggiunto la cima di un 8000 dal nome impronunciabile. Il servizio era incentrato sui prodigi della tecnica e della medicina che hanno permesso al caparbio alpinista di riprovare e riuscire a conquistare la vetta dopo aver superato una grave malattia, le cui avvisaglie un po’ di anni fa gli avevano impedito di terminare l’impresa. E l’impegnativa ascensione è stata portata a termine nonostante una protesi all’anca, conseguenza della malattia stessa.

Tralasciamo il fatto che in quel servizio non è stata dedicata nemmeno una parola alla Meroi, che è piuttosto famosa e probabilmente la migliore alpinista del mondo (per fortuna su altre fonti la notizia ha diverso approfondimento).

Tralasciamo i dettagli tecnici e sportivi della storia, pur significativi.

Tralasciamo l’understatement di questi due grandissimi alpinisti (mi sembra quasi impossibile che la notizia e tutto il suo contorno non abbiano ingolosito quotidiani e newsletter).

E’ che negli ultimi tempi mi capita spesso di fare riflessioni più o meno serie sull’amore e questa storia mi ha quasi folgorata.

Quante volte ci è capitato di rivaleggiare con il partner, consciamente o meno, soprattutto se si hanno passioni o mestieri in comune?

O quante volte, per imprese molto meno epiche, ci siamo sentiti dire: “ma chi te lo fa fare?”, “vai pure, io sto a casa”, “resto sempre ad aspettarti preoccupata/o”?

Di esperienze sentimentali ne ho avute un po’, ma come quasi tutti non ho ancora trovato né ricette né antidoti per sopravvivere all’amore, per riconoscerlo, per alimentarlo, per conservarlo o per evitarlo, a seconda delle circostanze.

Ma forse un piccolo/grande ingrediente potrebbe essere racchiuso lì. In un “vengo con te, ci andiamo insieme”, che è condivisione e conquista comune.

Immagine

La foto è presa da http://www.discoveryalps.it/

E qui trovate tutta la storia di questa impresa

http://www.planetmountain.com/News/shownews1.lasso?l=1&keyid=41816

Annunci

7 comments

  1. Concordo, più che altro nella mia interpretazione dell’avere interessi in comune (non importa quali).
    Eppure sento molta gente che ricerca appositamente l’opposto, perchè si sentirebbe privato della “libertà”.
    Punti di vista 🙂

    1. Sarà banale, ma io direi che l’optimum è un mix: né totalizzazione degli interessi comuni, né averne solo di diversi. Se già non ci si vede tutto il giorno per via di lavori diversi e nel tempo libero non si hanno interessi in comune…dopo un po’ cosa resta da condividere, a parte eventuali “doveri”?

      1. Infatti, per me non avrebbe nemmeno senso stare insieme.
        Sì, probabilmente un giusto bilanciamento tra le due potrebbe essere la soluzione ideale anche se, ripeto, dipende anche dalla coppia (ne conosco alcune che dormono appositamente in letti separati, pur essendo sposati).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...