Il metodo dei gerani

La primavera di quest’anno, col suo caldo insolitamente precoce, mi ha regalato una bella sorpresa: i gerani abbandonati a se stessi dall’estate scorsa sono fioriti piuttosto rigogliosamente.

Sfruttando l’anticipo, la fioritura è pure avvenuta senza l’assalto tipico degli insetti estivi e sia petali che foglie si mostrano in piena forma, trattandosi di piante con qualche annetto passato in esposizione sfavorevole.

Eppure lo scorso autunno non li avevo nemmeno spostati in zona protetta e coperti con un telo, né potati delle foglie morte o rinvasati. Ci sarà stata anche la complicità di un inverno mite, ma per tutti questi mesi a malapena mi sono ricordata di innaffiarli qualche volta e non ho neppure provveduto al consueto trattamento fertilizzante.

Di solito le creature verdi che popolano il balconcino sono fra le poche cose di casa che curo con attenzione. Sarà un fatto ereditario, ma non mi sono mai scomposta sotto lo sguardo impietosito dei vicini che dalle loro fronde mi guardavano tentare di rianimare legnetti secchi e utilizzare un set completo da giardinaggio in uno spazio di 3 metri quadri. L’orgoglio di veder spuntare da seme un ciuffo di calendule è per me sempre stato impagabile, mentre generalmente qui si usa sostituire la pianta sfiorita con una nuova, dello stesso tipo o diversa se è cambiata la specie “di stagione”.

Quest’anno il balcone con i suoi ospiti è stato trascurato. Il poco tempo libero ho scelto di dedicarlo alla cura di me, da un punto di vista olisticamente psicofisico. Non faccio l’elenco di tutto ciò che ho fatto, letto, visto o sperimentato.  Riporto solo i risultati: mi è scoppiato un raffreddore inestirpabile, condito di allergie mai sofferte e dolori vari, sono ingrassata, priva di energie e anche il mio umore è spesso di merda pessimo. L’unica cosa sbocciata per me sono dei brufoli decisamente fuori tempo massimo.

Forse devo mettere un po’ da parte la mia determinazione da ex secchiona e ammettere che, a volte, il metodo migliore per ottenere dei risultati è quello di lasciare che le cose seguano il loro corso senza intromissioni, come per i gerani lasciati a se stessi.

ImmagineIl risultato: geranio wins

 (non che io sia poi così inguardabile, ma sicuramente i gerani sono meglio)

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8 comments

  1. È proprio vero che, in molti casi, le cose seguono il loro corso, nonostante tutto ciò che facciamo o non facciamo noi!
    Comunque è bello avere il pollice verde, io faccio morire anche i cactus e poi ci resto male! 😀

    1. Eh, per me è una lezione che tuttora fatico a imparare ^_^…e in effetti anche per il pollice verde: ho ereditato da mia mamma la passione per le piante ma non uguali capacità. Lei riesce a rendere qualsiasi angolo della casa pari ad un giardino rigoglioso, io a stento riesco a far sopravvivere dei ramoscelli stentati, però mi piaceva pensare che fosse solo colpa dell’ambiente poco favorevole. 😀

  2. Lascia perdere… Lasciare tutto in balia degli eventi o del caso è la cosa più difficile da fare!
    Anche mia mamma è come la tua! Riesce a rianimare piante date per spacciate da chiunque… Io ormai non mi ci metto nemmeno, mi sono arresa!

  3. “…il metodo migliore per ottenere dei risultati è quello di lasciare che le cose seguano il loro corso senza intromissioni”. E’ una regola generale, valida più di alcune volte e non solo per i gerani. E’ adatta tra l’altro alle uniche piante che, con passione, riesco a crescere: quelle grasse! Mi danno tante soddisfazioni…

    PS: Ho spostato il blog dopo un mesetto di assenza. Ti “riprendo” con piacere tra i miei contatti preferiti.

    1. Grazie e ri-benvenuto! Ho visto che hai spostato il blog e penso di essermi già re-iscritta, anche se non ho chiarissimo il funzionamento di questi “passaggi” 🙂
      Le piante grasse anche a me han sempre dato molte soddisfazioni…le adoro! Tecnicamente le definiscono “succulente”, non trovi sia un termine bellissimo? E c’è chi pensa ancora che siano solo per negati del pollice verde, pfui!

      1. Ci sono le succulente e le cactacee… e chissà cos’altro. Anni fa mi ero proprio appassionato, cominciando dalle piantine che compri a un euro ai mercatini e che crescono in fretta. Ne ho un decina e le cresco tutte con attenzione, anche se non è che ce ne voglia molta…

        Il blog lo trovi seguendo sulla mia icona qui accanto. Per me era importante soprattutto non perdere gli amici che seguivo.

      2. Non credo proprio di esserlo più di te! Con le piante grasse non è che ci voglia il pollice verde, bastano il sole e un po’ d’acqua ogni tanto…

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